Esperienze "low cost" con Skiffia mulctipunctata

Qualche tempo, fa in preda ad una “casalanghite” acuta, peraltro favorita da una piovosa giornata di dicembre, decisi di reagire all’inedia che mi aveva colto, iniziando a mettere un po’ di ordine tra le vecchie cose nel ripostiglio che ogni acquariofilo ha. Sicuramente una sensazione che molti di voi ha provato. Si inizia a guardare nel ripostiglio e si inizia a pensare cose del tipo: questo non ricordavo di averlo in realtà non ricordo nemmeno a che serve lo butto? Ma no può sempre servire… poi ti scordi di averlo e quando serve lo ricompri… Ecco era una di quelle volte… Nella mia esplorazione delle cose dimenticate, mi imbattei in un tubo di silicone “ammezzato” delle lastre di vetro (purtroppo rigate) delle rocce, un vecchio filtrino interno (micron della sicce) delle lampadine a led comprate in qualche negozio cinese semplicemente perché a 6500°K, e altre amenità varie. La lampadina per passare da pantofolaio statico a pantofolaio attivo, si accese in un attimo: proviamo a fare un acquarietto senza comprare nulla, low cost con gli avanzi che ho in casa o quello che trovo tra il casuale e il volutamente cercato, ma rigorosamente a costo zero, unica eccezione i pesci. Quindi poco dopo avevo in cantiere una vaschetta 48x28x30 (40 litri meno gli arredi) da allestire e popolare.

Quasi per gioco misi un post sul nostro gruppo Fb, ponendo un quesito “…ho un dubbio amletico: ritorno al passato con Betta periodicamente con compagna, o un pesce messicano che non ho mai avuto Skiffia multipunctata? Staremo a vedere....”

 

In realtà la mia decisione era già presa e coincise con quello che mi disse la maggioranza.

Christian Bellia: “ Skiffia tutta la vita”.

Sorprendentemente sollecitato ad arte Roberto Silverii: “Ti stupirò..ma i Betta Splendens selezionati in vasche allestite non mi fanno impazzire.. i Betta "selvatici" invece si.. quindi o loro, o Skiffia!” Insomma ottenni da Roberto un ammissione che esistono altri pesci oltre agli anabantidi… Sorprendente…

Lo stesso Fabrizio Pavone: : “Skiffia mulctipuntata Assolutamente!”.

Unico a proporre ancora qualcosa di diverso Leo Malerba: : “Dario dario no?”

Queste possibilità rientravano comunque nei miei pensieri anche se, come detto, avevo già deciso: Skiffia Mulctipuntata. Un po’ per la curiosità di osservare una specie mai avuta (rispetto ai Betta), un po’ per la facilità di mantenimento e reperimento (Dario Dario accetta praticamente solo cibo vivo e le femmine risultano quasi introvabili)

Le mie conoscenze sul pesce in questione si limitavano alla sua provenienza in modo impreciso: genericamente Messico, e sulla sua appartenenza alla famiglia dei Goodeidi.

A questo punto c’erano due vie da seguire, quella di affidarsi al delirio di onnipotenza che a volte prende indistintamente l’acquariofilo navigato (peccato di presunzione che tutti abbiamo commesso almeno una volta) o il neofita (peccato di ingenuità da cui tutti sono passati o passeranno…) . Potevo limitarmi a pensare: prima prendo il pesce poi lo metto a suo agio tanto so come fare, cosa ovviamente semplice: assoldare Mariachi, dormire con il sombrero davanti l’acquario per la siesta, dire ogni tanto ad alta voce Hombre ed Hasta la vista… Oppure informarmi sulla biologia, necessità e caratteristiche del pesce prima dell’acquisto ed è quello che ho fatto, e che consiglio di fare sia a chi ha l’acquario da 40 anni come me, e sia a chi sta facendo il suo primo acquario. Qualunque sia la nostra esperienza non si finisce mai di imparare e di scoprire, del resto Socrate diceva: “il vero sapiente e colui che sa di non sapere” ed io immodestamente mi ritengo sapiente…

Fatto questo preambolo tra il serio ed il faceto veniamo alle notizie che reperii in rete. Le notizie che riporto sono tratte e liberamente tradotte da me (malino e con fatica aggiungo…) da tre siti:

http://www.goodeidworkinggroup.com/skiffia-multipunctata

https://www.practicalfishkeeping.co.uk/features/articles/Spotted%20Skiffia,%20Skiffia%20multipunctatahttps:

http//www.chicagolivebearer.com/index.php/livebearer-profiles/71-skiffia-multipunctata

La prima notizia sulla famiglia di appartenenza è che a seconda di chi li conta ci sono dalle 35 e 45 specie di Goodeidi. Il genere Skiffia comprende 4 specie: S. bilineata, S. francesae, S. lermae e S. multipunctata. Come detto a me interessava quest’ultima, che deve la sua descrizione originale a PELLEGRIN, J. (1901). Pesce raccolto da M. L. Diguet nello stato di Jalisco (Messico). Bollettino del Museo Nazionale di Storia Naturale, n. 7: pp 204 - 207.
Etimologia: Il nome della specie deriva dal latino e significa "con molti punti".
Nome inglese: Skiffia Splotched.
Nome messicano: Tiro pintado.
Sinonimi: Xenendum multipunctatum Pellegrin, 1901; Goodea multipunctata Regan, 1907; Ollentodon multipunctatus Hubbs & Turner, 1937.
Dimensione: la taglia massima nota è 72 mm (Miller e altri, 2005).
Areale e distribuzione: la specie è stata trovata storicamente nel lago Chapala, nella parte superiore del bacino del fiume Santiago compreso il lago Cajititlán e il bacini del fiume Lerma inferiore, in particolare il bacino del fiume Duero (Domínguez-Domínguez et al., 2005b), in laghi e fossati nei pressi delle cascate della Agua Azul, nei pressi di Guadalajara e Jalisco.



Stato della popolazione: l’unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN): non valutata attualmente lo stato di conservazione della specie. Possiamo però considerare lo stato di conservazione e le popolazioni demografiche di S. Mulctipunctata e più genericamente dei Goodeidi messicani (Lione, 2011): in via di estinzione e forte declino. L'inquinamento, le modifiche dell'habitat e le introduzioni di specie non autoctone hanno eliminato la S. multipuntata da molti dei 14 siti originari: dal Lago Chapala, dal bacino del fiume Santiago e parti del bacino inferiore del fiume Lerma (Lyons et al., 1998, Soto-Galera et al., 1998). L'unica areale in cui la specie rimane in discreto numero, è rappresentata dalla rete idrografica del fiume Duero, sebbene le popolazioni sono scomparse dalla parte inferiore a causa della canalizzazione del fiume e delle deviazioni di acqua ad uso agricolo. S. multipunctata e probabilmente scomparsa anche dal Parco Nazionale del Lago Camécuaro a causa di introduzioni di specie non native (persico trota, spigola). Attualmente restano solo sei o sette popolazioni vitali, con la più grande nei laghi di La Luz e Orandino alimentati a primavera. Quindi metre, come detto, l’IUCN al momento non ne valuta lo stato di rischio la “ Norma official Mexicana NOM-059-SEMARNAT-2010, dice: Categoría de riesgo (Categoria di rischio): A - Amenazada (minacciata).

Tali considerazioni rafforzano in me l’idea di allevare e riprodurre questa specie. Il primo passo fu quello di allestire la vasca momentaneamente con quello che avevo consapevole che, con ogni probabilità avrei dovuto poi fare dei cambiamenti, per adattarla alle esigenze degli ospiti che avevo scelto, in conseguenza di quello che avrei scoperto con le mie letture. In genere allestisco subito (o perlomeno ci provo) nella versione definitiva ma volli avvantaggiarmi nella maturazione:

Una vasca, diciamolo, originariamente orrenda, con piante malmesse recuperate da altri acquari, fondo da edilizia a coprire uno strato di torba da vivaio, filtraggio affidato ad un micron 400 che non so nemmeno perché in mio possesso, in quanto considero inutili questa tipologia di filtri interni, o meglio utili solo a fare movimento.

Appena migliorata con l’aggiunta di qualche pignetta di ontano e qualche pietra.

Però intanto la vasca maturava ed io mi avvantaggiavo nello studio dell’habitat in natura della Skiffia.

Scopro questo: piccoli laghi, canali fluviali tranquilli, stagni alimentati a primavera e fossati su substrati di limo, fango, sabbia e rocce, sono l’habitat di Skiffia mulctipuntata che predilige profondità inferiori a 1 m in acque limpide o torbide con correnti moderate. La vegetazione comprende alghe verdi, Lemna, Typha (quelli che i pescatori chiamano “cannizzi” ai bordi dei laghetti in definitiva giunchi) e giacinti d'acqua (Eichhornia crassipes). In alcuni habitat, ci sono molte radici di Taxodium (Da Wikipedia: genere di piante conifere della famiglia delle Cupressaceae, sottofamiglia delle Taxodioideae. Comprende tre specie a foglie decidue. Si tratta di alberi assai resistenti alle inondazioni), dove la S. Mulctipunctata ama cercare protezione e nutrirsi di aufwuchs termine tedesco tanto caro agli amanti del lago Malawi (Il termine Aufwuchs viene utilizzato per descrivere lo strato superficiale che ricopre spesso i substrati duri, rocce o legni, in ambienti acquatici. Il nome letteralmente significa "crescita di superficie" o "crescita eccessiva. Sia in ambienti marini che d'acqua dolce, alghe verdi e diatomee in particolare, costituiscono la componente dominante dell’aufwuchs, piccoli crostacei, rotiferi, protozoi che comunemente si trovano in acqua dolce o marina, mentre larve di insetti, oligocheti e tardigradi sono peculiari dell'aufwuchs di acqua dolce).

Detto dell’habitat naturale veniamo a biologia e caratteristiche di Skiffia mulcipunctata.

La colorazione e lo spotting. sono molto variabili si va da individui totalmente neri a individui con poche macchie che peraltro cambiano e tendono ad aumentare con l’avanzare della crescita e nel periodo riproduttivo. Discorso a se merita la particolare forma di colore Sayula (Dal luogo di ritrovamento: Sayula comune messicano dello stato di Jalisco), che sono giallo-oro e non presentano macchie nere. La forma oro ossia “Sayula Skiffia multipunctata” ha creato qualche disputa tra i tassonomi. Questa varietà o specie è stata originariamente raccolta nel 2007 da alcuni hobbisti britannici che pensavano fosse Skiffia francesae, da alcuni ritenuta estinta. L'American Livebearer Association la considera, invece, una variante di Skiffia multipunctata. A prescindere dalla conclusione di scienziati e tassonomi fondamentale sarebbe, che noi appassionati mantenessimo separata questa varietà, definendola con l’esatta nomenclatura Skiffia c.f. multipunctata "Sayula, Jalisco, Messico" dalla specie proveniente da Guadalajara, Skiffia mulctipunctata per evitare ibridazioni. Concetto comunque valido per tutte le specie ancora presenti in natura nella loro forma e colorazione originaria e non siano forme selezionate nei nostri acquari. Oltre a questa particolare forma dorata come detto ci sono combinazioni sia con il nero che con l'oro.

Dimensioni: femmine a 6 cm, maschi leggermente più piccoli.

Dieta: in natura la loro dieta, oltre al “pascolo” sull’aufwuchs, è costituita da piccoli insetti e larve.

Valori dell’acqua: predilige acque moderatamente dure e alcaline, pH 7,2-8,5, conducibilità 200 ppm.

La temperatura dovrebbe essere 25-28 °. Quest’ultimo dato sulla temperatura non mi risultava però del tutto veritiero e, stimolato dai ricordi e dalla conoscenza quasi enciclopedica del mondo animale di Fabrizio Pavone, ho letto meglio (diciamo che uno riportava la temperatura in gradi Farenhait e avevo sorvolato di convertire…) e su uno dei tre siti ho trovato un range molto più ampio verso il basso 18 ai 30 °.

Riproduzione e comportamento sessuale: è un pesce viviparo la fecondazione è interna, i maschi non hanno un gonopodio, come i poecilidi, ma la fecondazione avviene facendo aderire gli orifizi genitali dei due sessi. La madre stabilisce un rapporto fisiologico e contribuisce alla nutrizione dei nascituri tramite strutture chiamate "trofotenie" che svolgono lo stesso ruolo del cordone ombelicale (l’analogia è solo funzionale, non strutturale) cosa che non avviene nei poecilidi , che infatti, sono ovovivipari, le femmine inoltre non conservano lo sperma, come nei Guppy, e per ogni parto è necessaria una copula. La gestazione dura dalle 6 alle 8 settimane a seconda della temperatura. La femmina partorisce dai 10 ai 20 avannotti che sono già di buone dimensioni e raramente vengono predati o inseguiti dagli adulti. Per la riproduzione si consiglia un rapporto di almeno di due femmine per ogni maschio. Ciò ridurrà la quantità di attenzione che ogni femmina riceve dai maschi molto insistenti nei loro corteggiamenti. In prossimità della riproduzione, che sembra essere in primavera, in quanto gli esemplari giovani sono sempre stati catturati in natura da febbraio a maggio, i maschi mostrano tipicamente macchie nere o marroni casuali sui fianchi più accentuate a volte a coprire tutto il pesce (comunque asimmetriche nei due lati dello stesso esemplare). Nel pieno dell’attività riproduttiva nei maschi soprattutto a livello del peduncolo caudale appaiono aloni arancio-dorati . Le femmine sono di colore dall'argento al bruno-grigiastro, senza chiazze o colori vistosi, ma con piccole macchie che corrono lungo la linea laterale, mostrano una pancia più tonda e una macchia gravidica marcata durante la gestazione.

Mantenimento in acquario: risulta abbastanza semplice. la vasca dovrebbe essere ben matura e ben filtrata, con abbondanti aree ombreggiate tra vegetazione acquatica e decorazioni, come piccoli pezzi di legno per simulare il labirinto di radici degli alberi che si trovano nel loro ambiente. Skiffia multipunctata è una specie pacifica, alcuni riferiscono l’essere attratta dalle lunghe pinne di alcune specie.

Esperienze personali. Lette tutte le notizie sui miei prossimi ospiti ero quindi pronto ad allestire definitivamente la loro “casa”. Se avete letto la descrizione dell’habitat e avete presente il mio acquarietto di partenza, apparirà ovvio che avrei dovuto fare qualche modifica. Come prima cosa tolsi le pietre a beneficio di tronchi. Di certo non potevo procurarmi il Taxodium, ho sopperito con rami di Leccio (Quercus ilex) e ontano nero (Alnus glutinosus). In svariati anni di acquariofilia è stata la mia prima volta con legni raccolti in natura, li ho usati senza alcun trattamento preventivo per sfruttare al meglio il loro effetto “biologico”. Probabilmente la riproduzione fedele del loro habita sarebbe stata meglio realizzata con un paludario ma io faccio acquari...

Il risultato fu questo:

Passato il periodo di maturazione i canonici 30 gg, senza aggiunta di batteri che io non uso né in avvio vasca né per cambi, reputai la vasca pronta ad accogliere i miei ospiti pinnuti.

La popolazione iniziale era costituita da cinque esemplari (quelli che arrivarono dal mio fornitore della Rep. Ceca  in realtà ne avevo ordinati 6 ma una femmina arrivo moribonda) 3 maschi e 2 femmine. Avrei preferito attenermi alle raccomandazioni trovate in rete, sulle proporzione dei sessi ma non fu possibile. Ad ogni buon conto dirò che, sebbene la vasca sia piccola, le dispute tra i maschi (descritte da alcuni) ci sono state ma nulla di eclatante e comunque mai tali da portare a danneggiare nessuno dei contendenti. La stessa letteratura parla di continui e stressanti corteggiamenti dei maschi, io direi che tutto rientra nella norma e le femmine non sono state disturbate più di tanto dalle virili attenzioni dei partner.

L’introduzione dei pesci avvenne verso la meta di Gennaio. La tecnica della vasca era ed è molto ridotta: filtro interno sicce micron 400, 8 watt di luce fornita da led di a 6500 °K, e nient’altro. Ossia niente riscaldatore dando fede ai ricordi di Fabrizio e a quanto trovato in rete ossia acqua a temperatura di casa (per la mia dai 17 ai 19° C nel periodo invernale). La gestione dell’acquario si limitava a cambi di 10 litri settimanali e alla pulizia della spugna bisettimanale. Per quanto riguarda la dieta, nei tronchi, dopo appena una settimana è apparso un discreto substrato (l’effetto “biologico” a cui accennavo prima) rendendo l’aspetto dell’acquario molto wild, cosa che a me non dispiace, ma soprattutto favorendo, almeno in parte, l’abitudine alimentare delle Skiffia. Una volta al giorno somministro cibo variando il più possibile mangimi industriali, tutti tranne quelli in fiocchi. Una volta a settimana pesco della fauna viva in bidoni che ho nell’orto e la do ai pesci. La vegetazione è composta da piante facili: Vallisneria, Elodea. Una piccola Anubias che piano piano sta tornando in forma.

I pesci dopo i primi giorni, in cui si mostravano parecchio timidi, sembrano gradire la loro nuova collocazione e non ho avuto alcun problema nell’ambientamento. I maschi con il tempo hanno aumentato la consistenza delle loro macchie e ho potuto costatare come, effettivamente la distribuzione sia del tutto casuale, e non vi sia simmetria. Com’è possibile notare in questi due fotogrammi dove i due pesci, si sono semplicemente girati (nel maschio di destra si può notare una leggera colorazione arancione):

La femmina non ha macchie vistose, presenta un accentuata macchia gravidica: come si può osservare dalle foto la pinna dorsale dei maschi presenta dei raggi iniziali ed è un po’ più grande.

Ah dimenticavo i valori: ph 7,8 conducibilità 190 ppm. Questi sono gli unici due valori che misuro a meno di allevare specie veramente esigenti e dirò che colpevolmente lo faccio semplicemente perché con le “penne” è quasi una routine.

Da questa base di partenza l’unica variazione l’illuminazione che è diventata da faretto a strisce led (sempre a 6500 °K sempre più o meno 8 watt si noti come insisto sulla gradazione perchè alla fine è l'unica conoscenza che ho sulle piante...) e l’aggiunta di 6 corydoras aeneus. Questi ultimi un po’ per movimentare il fondo che non sifono, un po’ per vedere se inseriti in una vasca a temperatura più bassa avvessero stimolo alla deposizione.

Quindi ad inizio nella prima settimana di Aprile (a 2/3 mesi dall’introduzione in vasca) una domenica noto una femmina sgonfia e inizio a cercare tra le foglie:

I più attenti avranno notato 5 avannotti, i meno attenti si fidino, non è che posso fare tutto io…

In vasca, sono riuscito a contare 11 avannotti (dovrebbe aver partorito solo una delle due femmine) considerando che sicuramente qualcuno è sfuggito alla mia vista dire che siamo sulla quindicina in linea con quanto riportato sui vari siti.

Gli avannotti sono di dimensioni “esageratamente” grandi rispetto a quanto ero abituato a vedere e io ricordi, forse scavando nella memoria comparabili con quelli di Xenotoca eiseni (Godeide anche lui) ma potrebbe essere un ricordo fallace perché quando io e mio fratello riproducemmo Xenotoca era veramente molto molto tempo fa…

All’inizio si presentano goffi e nuotano a scatti, non abbandonando mai la superficie dell’acqua e stazionando tra le foglie. Con il passare dei giorni stanno diventando più agili e audaci, sono scesi a 2/3 cm dal pelo dell’acqua comunque, per ora, sempre ben nascosti tra le foglie.

Come descritto da altri, gli adulti non inseguono la prole. Quindi sto lasciando le nascite in vasca assieme ai genitori. Sto alimentando con normale cibo secco sminuzzato e la solita dose di vivo dell’orto.

Dire che crescono bene ovviamente non posso perché hanno solo 4 gg ma cac… ops defecano quindi direi che mangiano…

Concludendo a mio parere la S. mulcitipunctata è un pesciolino piacevole sebbene non molto vistoso, di semplice allevamento e che può dare, con poco spazio e poca spesa, grandi soddisfazioni. Non ulltima quella di sapere che, probabilmente tra qualche anno, gli unici esemplari saranno quelli presenti negli acquari, sorte toccata purtroppo ad un altro simpatico Godeide messicano l’Ameca splendens estinto in natura e presente solo in acquario.

Quest'ultima foto è come si presenta adesso la vasca a tre mesi dall'avvio. sperando che i loro ospiti potranno continuare a nuotare non solo nelle vasche di pochi appassionati ma anche nelle acque messicane.

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