Oltre la Padella PDF Stampa E-mail
Scritto da Luciano Di Tizio   
Mercoledì 14 Luglio 2004 01:00
OLTRE LA PADELLA
Dal peschereccio all’acquario

Tratto Aquarium n° 7/8 del 2004

La “riscoperta” dell’acquario Mediterraneo e uno sguardo diverso ad animali che, per molti, rappresentano unicamente ingredienti di qualità per una cenetta a base di pesce: questo l’obiettivo di “Oltre la padella”, l’esposizione che l’Associazione Acquariofili Abruzzese ha allestito tra il 29 Aprile ed il 2 Maggio 2004 a Francavilla al mare (CH), in occasione della 28° edizione della mostra del fiore e del tempo libero.

Per raccontarla, contrariamente alle mie abitudini, scrivo questa volta in prima persona, giacchè faccio parte dell’A.A.A. sin dalla sua fondazione, l’ormai lontano 13 Maggio 1982.

La mostra di Francavilla – per inciso, è stato il dodicesimo appuntamento espositivo proposto nella sua storia dal nostro club – è nata quasi per caso, da un colloquio tra il presidente del comitato organizzatore della rassegna floristica, Remo Matricardi, e due acquariofili: l’attuale segretario dell’A.A.A, Livio Macera, e io stesso.

Tutti al lavoro

Nell’ambito dell’incontro è emersa l’idea di abbinare gli acquari ai fiori, mentre la scelta di puntare sul Mediterraneo – nel caso specifico sull’Adriatico – è apparsa del tutto naturale per il fatto che Francavilla al Mare è, appunto una città costiera, a pochi chilometri sia da Chieti sia da Pescara. La riunione del direttivo del club e l’approvazione unanime dell’iniziativa sono stati i passi successivi.

Quindi…tutti al lavoro:

Prima degli altri il responsabile mostre, Amedeo Pardi, che ha risistemato i pannelli già utilizzati nella precedente mostra, rinnovandone anche l’aspetto, grazie ad una carta da pareti a mattoncini. Pardi ha realizzato, nella sua officina da “fai da te” professionale, anche una serie di bacheche, sulle quali esporre i manifesti e ritagli di giornale, a parziale testimonianza della lunga storia del club abruzzese. Livio Macera ha curato invece i contatti con alcuni pescatori per ottenerne la collaborazione. Mario , Giancarlo, Paolo e tanti altri si sono messi a disposizione con entusiasmo: le loro barche da pesca d’altura avrebbero riportato vivo a riva tutto ciò che di inconsueto fosse capitato nelle reti.

La fase successiva è stato l’allestimento in casa di vasche per ospitare, in attesa della mostra, le … prede (che peraltro si è subito deciso di restituire al mare, appena dopo l’evento espositivo). Macera ha superato sé stesso, sfidando la pazienza della moglie Rossella e dei suoi tre giovanissimi figli, ed ha allestito acquari in casa, in giardino, sul balcone, nell’appartamento dei genitori. Lorenzo Marcucci, noto ai lettori di “Aquarium” per aver in passato (e speriamo anche in futuro) collaborato con la rivista, ha “inventato un acquario sfruttando un contenitore circolare da un centinaio di litri, sistemato in garage, ed è subito stato imitato da Pardi, che ha come di consueto strafatto utilizzando una tinozza da 400 litri. La mia personale collaborazione si è invece concretizzata nell’allestimento di due acquari in casa: poca roba, ma tra noi ognuno fa quel che può.

L’appuntamento era quindi per il Giovedì, al rientro delle barche.

Qualche rarità è però andata perduta: i pesci catturati con la rete a strascico non sempre riescono a riprendersi, a dispetto delle buone intenzioni dei pescatori e degli acquariofili. Come che sia, in poche settimane è stato raccolto materiale più che sufficiente: giovani gattucci, stelle, seppie, granchi, moscardini e quant’altro, non esclusi naturalmente gli invertebrati catturati direttamente nel mare abruzzese.

Sulla spinta di alcuni soci si è deciso di allestire anche qualche vasca tropicale d’ acqua dolce, tanto per gradire.

Spirito di collaborazione

Abbiamo inoltre contattato il Corpo Forestale dello Stato perché partecipasse con noi all’esposizione. Nella sala, che l’organizzazione ci ha riservato all’interno del prestigioso museo Michetti, sono state così sistemate le nostre vasche insieme a una piramide in plexiglas – circondata da prato, piante e persino un bel laghetto – con il materiale sequestrato dagli agenti, sempre impegnati a far rispettare le convenzioni internazionali che regolano il commercio di flora e fauna a rischio di estinzione.

La preparazione della mostra ha seguito i canoni di sempre: una nutrita pattuglia di soci, una settimana prima dell’inaugurazione, è entrata in azione per il prelievo dei pannelli, delle vasche, dei supporti, del materiale tecnico, della sabbia e così di seguito. Un ringraziamento speciale và all’Acquario di Bologna, che ci ha donato 20 riscaldatori con i quali abbiamo sostituito parte dei nostri, dopo oltre vent’anni ormai obsoleti: un pensionamento cui dovremo presto ricorrere anche per pompe e impianto di illuminazione. Alcune ore sono state necessarie per assemblare la struttura espositiva e per riempire le vasche; dal giorno successivo, poi, gruppi di soci hanno provveduto a sistemare i singoli acquari, nei quali via via sono arrivati anche invertebrati e pesci.

Acqua dolce la più bella

Su idea di Maurizio Pavone anche lui componente del direttivo, si è deciso di far votare il pubblico per la vasca più bella, mettendo in palio un acquarietto completo di quaranta cm. ( messo a disposizione da Umberto Agostini di World Animals di Sambuceto). In pochi giorni, hanno votato oltre 700 visitatori e anche questo dà la misura del successo ottenuto. Per la cronaca, la vasca è stata vinta dalla sig.ra Ada di Francavilla al Mare, premiata dal Vice Presidente del club, Maurizio Della Marca.

Le vasche più votate, per quanto la mostra fosse dedicata prevalentemente al Mediterraneo, sono state comunque quelle d’acqua dolce.

Prima si è classificata una vasca per Guppy (allestita da Pardi), al secondo posto si sono piazzati gli immancabili Discus (vasca preparata da Maurizio Pandolfi), mentre il terzo posto è stato assegnatoa un acquario con Scalari e diversi pesci di branco (preparato insieme da Alberto Fasoli e Roberto Baldassarre).

Soltanto al quarto posto troviamo la prima vasca marina della classifica, quella riservata agli invertebrati.

Più gradito, dunque, risulta il “dolce”, come del resto conferma ogni indagine sull’argomento, ma di interesse è apparso anche il “marino”. In tanti hanno chiesto informazioni e si sono stupiti, per esempio, del fatto che una seppia possa essere così bella.

La mostra si è chiusa domenica sera; lunedì invece si è svolto il lavoro di smontaggio a opera di una piccola pattuglia, per via del giorno feriale che ha impedito a molti di esserci. Un insperato aiuto è giunto da Gianfranco Casimiri, non ancora socio – ma speriamo che presto lo sia – che, vedendoci al lavoro, non ha esitato un istante a tirar su le maniche della sua camicia.

Va ancora detto che le vasche allestite non sono state tantissime, a causa dello spazio ridotto a disposizione: appena 14 acquari, 5 dei quali d’acqua dolce. Visto il gran numero di organismi a disposizione, sarebbe certamente stato possibile dedicare tutte le vasche al marino, come io e altri avremmo voluto.

L’esito della votazione tra i visitatori dimostra, tuttavia, che probabilmente avevano ragione coloro che al dolce non hanno voluto rinunciare, sia pure con pochi esemplificativi ambienti.

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Gennaio 2018 21:48