Il Pesce Balestra

E' da qualche tempo che mi ha preso il pallino per l'Acquario Mediterraneo così mi sono prefisso l'obiettivo di farlo conoscere ed apprezzare il più possibile.
In passato una folta schiera di appassionati prima di passare al tropicale marino avevano già sperimentato con successo questa branca del Mediterraneo che fungeva per molti da banco prova.
Oggi con l'accresciuta disponibilità di informazione e disponibilità tecnologica si parte da subito con l'acquario Tropicale perdendo l'occasione di conoscere la bellezza degli organismi del nostro mare.
Io vuoi per i costi, vuoi per la facilità di gestione preferisco l'acquario Mediterraneo.

Vi presenterò allora una carrellata di organismi del nostro mare che catturati dagli amici pescatori sono stati ospitati per qualche tempo nel mio acquario dove, dopo essere stati osservati, studiati, fotografati hanno riguadagnato la meritata libertà.

Il Balestra

Il balestra (Balistes Carolinensis) è il segno inequivocabile della tropicalizzazione del nostro mare, originario di mari più caldi del Mediterraneo nel corso degli ultimi anni è entrato anche nell’Adriatico e si spinge sempre più a nord, tanto che oramai i pescatori nel periodo di Aprile/Maggio durante la pesca delle seppie con le nasse ne catturano qualche piccolo esemplare.

In passato questo pesce lo avevo già incontrato rimanendone stupefatto nel negozio Acquario- Art di Pescara.

Qualche anno fa un grande balestra battezzato Pippo, lungo 40 cm, con gli occhioni blu ti accoglieva festosamente appena ti avvicinavi in una grande vasca senza arredi e

non illuminata, ma bastava lui Pippo per riempirla di animazione e festosa gioia per gli occhi.

Stranamente sembra che sia d'obbligo battezzare Pippo ogni balestra.....d'altronde è un nome che gli stà proprio bene... è simpaticissimo proprio come il personaggio del fumetto.

E proprio come un cagnolino che si lancia dietro al bastone anche lui insegue la mano dell’osservatore che si appoggia ai vetri dell’acquario.

Il colore del balestra non è marcato ed appariscente come quello dei suoi cugini tropicali ma la sua forma caratteristica, il leggero disegno ed i puntini blu comunque lo rendono bello anche dal punto di vista estetico.


Nel corso degli ultimi anni ho fatto delle belle osservazioni sui balestra grazie al mio amico pescatore Paolo che ad ogni primavera me ne ha procurato diversi esemplari che sono stati ospitati e successivamente rilasciati sia da me che dal mio amico Giovanni un socio AAA con la stessa passione per l’acquario Mediterraneo. Uno di questi piccoli balestra è stato anche protagonista della mostra per il venticiquennale dell'AAA (vedi mostra di acquari a Chieti bottega d'arte 2003)

 

eccolo poco dopo esssere stato pescato

eccolo poco dopo essere stato pescato

Durante la mostra è stato ammirato anche dal famoso etologo Giorgio Celli.
Non so se per questo si è montato la testa, ma finita la mostra nel mio acquario si è rivelato un vero terrorista insofferente a paguri, ofiure, bavoselle e anche all'arredamento.
Solo con la murena ha stabilito una tranquilla amicizia, fondato soprattutto sul grosso grilletto dorsale, un aculeo veramente convincente e che non ha mai mancato di esibire all'occorrenza.

quando era piccolino

quando era piccolino...notare la coda senza i tipici prolungamenti caudali dei sub-adulti

dopo 3 mesi

dopo tre mesi di permanenza nel mio acquario

 


In vasca coccolato, vezzeggiato e alimentato a cibo vivo è cresciuto tanto al punto che una ferita sull'occhio dovuto allo sfregamento fra due rocce (primo sintomo della mancanza di spazio per eccessiva crescita) mi ha fatto prendere la decisione di ridargli la liberta'.

grande

Confesso che mi è dispiaciuto un pò, i tre mesi passati insieme li ricorderò come uno delle più belle esperienze acquariofile.
Gli ho anche perdonato un paio di morsi che forse per scherzo all'inizio mi ha dato.
Speriamo che ora sia felice...
ma da come ha ripreso il mare prima titubante e poi con un rapido scatto direi di si.
Ecco la fotocronaca della sua liberazione.
trasporto verso il mare

trasporto in un secchio verso il mare

la liberazione
la LIBERAZIONE
oramai libero

addio. è stato bello
….. addio è stato bello !!!!!

 

A chi volesse ripetere le mie esperienze non posso che consigliare di riservare in maniera esclusiva al balestra un grande acquario (minimo 250 lt.) che necessariamente non potrà essere del tipo aperto poiché gli inseguimenti ai gamberetti potrebbero risolversi in accidentali salti fuori della vasca.

Gradito ma non necessario come in tutti gli acquari marini una forte aerazione e movimento dell’acqua.

Per quanto riguarda la qualità dell’acqua in cui allevarlo c’è da dire che la sua proverbiale robustezza lo mette al sicuro da inesperienza o piccoli errori ma ovviamente anche per la sua vasca è consigliato un potente filtraggio e cambi parziali con cadenza puntuale (meglio se acqua marina naturale).

L’alimentazione assolutamente non costituisce un problema, il balestra mangia veramente di tutto anche se dimostra una preferenza verso i crostacei che sarà bene dargli interi in modo che possa consumare anche i denti atti a triturare anche i gusci più coriacei.

In questo caso sarà bene non rimpinzarlo più del necessario e provvedere a sifonare il fondo per eliminare i residui.

Il refrigeratore per tenere bassa la temperatura dell’acqua è necessario solo nelle giornate estive più bollenti.

Poche pretese insomma per grandi soddisfazioni.