il bollettino e non solo

"Acquariofilia Contemporanea", è questo il nome, sarebbe più corretto dire la testata, della pubblicazione edita dall'Associazione. Per anni è stata il nostro fiore all'occhiello, il prodotto che ci ha fatto conoscere agli appassionati di acquari, alle altre associazioni e alle case editrici alle quali veniva regolarmente inviata. Nata negli anni '80 come una semplice lettera di convocazione soci per le periodiche assemblee, un po' alla volta è cresciuta in numero di pagine e in contenuti fino ad arrivare ad essere una vera e propria piccola rivista di acquariofilia.

 

Ma procediamo per ordine. Non era ancora l'epoca del computer quando i volenterosi Amedeo Pardi e Alberto Fasoli con la macchina da scrivere e con tanta pazienza si preoccupavano di inviare a tutti gli iscritti una lettera di convocazione delle riunioni contenente l'ordine del giorno e qualche comunicazione di interesse per i soci: pesci riprodotti e avannotti eventualmente disponibili, accessori e prodotti utilizzati positivamente o negativamente dai singoli soci che ne davano un resoconto agli altri e cose del genere. Piccole informazioni "di servizio", insomma.

Nel novembre 1991 la prima rivoluzione con il cambio di veste editoriale, se vogliamo usare un parolone. Il passaggio di consegne tra il segretario uscente Amedeo Pardi e quello entrante Lorenzo Marcucci e l'arrivo dei primi computers hanno consentito di iniziare la produzione di un vero e proprio bollettino dei soci.

Iniziano a comparire le rubriche fisse: "Dall'assemblea dei soci" (nella quale viene riportato un resoconto di quanto si è detto nel corso dell'ultima riunione), il "Mercatino". le "Notizie dai soci" (nella quale c'è una specie di aggiornamento dei successi e degli insuccessi dei vari allevamenti/riproduzioni), le traduzioni di articoli tratti dalle riviste straniere. E' di questo periodo l'ampliamento dell'emeroteca a testi stranieri: francesi, inglesi e americani. E sono queste riviste, sempre a disposizione dei soci, che consentono un primo salto di qualità del bollettino. I tempi non sono ancora maturi per una partecipazione diretta dei soci alla stesura di articoli validi (come avverrà in seguito) e allora...ben venga una collaborazione fornita da riviste difficilmente reperibili per l'appassionato.

Ricordo che in quel periodo gli acquariofili non avevano a disposizione tutte le testate acquariologiche che si trovano in commercio oggi, che i libri in italiano erano pochi e mal illustrati e che la sete di informazioni su pesci e tecnica era tantissima. Del resto anche se Internet esisteva già, era alla portata di pochi fortunati che non solo erano muniti di computer e di modem, ma che potevano permettersi di pagare un provider per avere l'accesso alla rete e che avevano una buona dimestichezza con le lingue straniere. Così il bollettino ha avuto modo di crescere ed è passato da una semplice facciata in formato A4 ad almeno due se non addirittura tre o quattro che venivano regolarmente inviate agli iscritti.

Nel 1993 vi viene pubblicato il regolamento per le mostre di acquariofilia. Si tratta di una prima versione, che poi nel corso degli anni ha subito ritocchi e perfezionamenti fino a giungere alla versione attuale che viene normalmente utilizzata per tutte le mostre concorso dell'associazione. Sia per quelle che si svolgono in locali aperti al pubblico sia per quelle, come la recentissima seconda edizione de "L'Acquario più bello a casa mia" che si svolgono con visita agli acquari nelle case private. La prima versione, dunque, nel '93, ma ben presto cominciammo ad apportare miglioramenti al testo.

Già alla fine dello stesso 1993 appare sulle pagine del bollettino la versione perfezionata del regolamento utilizzata per la mostra concorso che si doveva svolgere a Chieti.

Una ulteriore revisione della veste grafica avviene nel 1994 con il numero 13. Iniziarono fra l'altro ad apparire i primi disegni e schemi tecnici. Sul numero 17 invece appare la prima foto e il numero di facciate stampate si attesta definitivamente ad almeno 4, un vero successo! Le rubriche aumentano, iniziano ad apparire le prime vignette di argomento acquariologico, le prime recensioni.

Ma il salto di qualità vero e proprio avviene con il primo numero del 1996, 27, Con questo importante fascicolo cambia il formato (che diventa B5), i fogli vengono rilegati e muniti di una copertina di cartoncino colorato dove campeggia il logo dell'associazione. Da questo numero la pubblicazione diventa bimestrale. In prima pagina compare l'indice e nascono le rubriche "La Posta" e la "Rassegna Stampa" italiana ed estera. Come sempre continuano le traduzioni degli articoli delle riviste straniere, ma aumenta la collaborazione dei soci. Le proposte degli iscritti, accettate e pubblicate, vanno dall'allevamento del cibo vivo (Drosofila melanogaster e artemia salina iniziano la serie) all'illuminazione dell'acquario (un ponderoso contributo apparso addirittura a puntate), dalla realizzazione dellla vasca alla preparazione e al mantenimento dell'acquario marino mediterraneo, dall'allevamento di specie comuni come pterophyllum scalare a quello di specie meno diffuse come pantodon bucholzi. Iniziano pure a comparire per la prima volta i risultati delle varie inchieste svolte tra i soci per censire numero e tipologia di acquari allestiti, nonchè quantità e specie di pesci allevati.

Una piccola curiosità: dall'inchiesta è venuto fuori che, come era facile aspettarsi, nel 1996 quasi il 40 % dei pesci ospitati nelle vasche era rappresentato da poecilia reticulata , ma oltre il 50 % di questi pesci veniva da riproduzioni casalinghe!

Gli articoli sono sempre più spesso arricchiti con illustrazioni, grafici e disegni dando al periodico una veste più gradevole.

Con il 1997, dal numero 33, inizia l'utilizzo della 2° e della 3° pagina di copertina per migliorare il servizio ai soci. Nella 2° compare l'elenco di tutti gli iscritti all'associazione con indirizzo e recapito telefonico per agevolare i contatti, mentre nella 3° pagina c'è l'elenco completo di libri e riviste a disposizione degli iscritti e le modalità per ottenere prestiti e consultazioni.

Passa un altro anno e arriva un ulteriore restyling del bollettino. Con il primo numero del 1998, siamo ormai al fascicolo 39, l'anonima testata "bollettino dell'AAA" lascia il posto ad " Acquariofilia Contemporanea", nome scelto nel corso di un'infuocata riunione del direttivo e dopo una strenua votazione tra le varie idee proposte. Non è una questione soltanto di nome: per la prima volta viene utilizzata carta patinata lucida e la pubblicazione assume sempre più l'aspetto di una vera e propria rivista. Ed è questo lo spirito con cui lavorano un po' tutti i redattori.

La programmazione dei contenuti editoriali consente la nascita di una nuova rubrica "Nel prossimo numero", una rubrica che la dice lunga sul salto di qualità che eravamo riusciti a far compiere alla nostra pubblicazione che a quel punto vantava ben venti pagine.

Tra gli articoli più interessanti pubblicati in questo periodo vanno ricordati un breve corso di acquariofilia a puntate, una monografia -apparsa sempre a puntate- sul betta splendens, una specie alla quale, abbiamo già avuto modo di sottolinearlo, la nostra associazione è particolarmente legata fin dall'epoca della fondazione. Nella monografia si partiva dalle nozioni di base sull'allevamento di questa specie e, passando per la riproduzione, si giungeva ad approfondire l'argomento relativo ad una riproduzione selettiva tesa a produrre esemplari di qualità da esporre nelle varie mostre concorso di pesci. Per finire si illustrava anche come predisporre una codifica per l'identificazione degli esemplari.

Negli anni successivi la qualità di "Acquariofilia Contemporanea" migliora a vista d'occhio. Le foto sono sempre migliori, compare la copertina illustrata a colori. le rubriche aumentano periodicamente, vengono pubblicati articoli sui Discus, sugli Scalari e poi sui Guppy cercando di approfondire le tecniche per allevamento, cura e riproduzione di queste specie. Si tratta di vere monografie a puntate curate dai soci più attivi e volonterosi che, avvalendosi delle esperienza dirette, dalla consulenza di altri appassionati e dei numerosi testi a disposizione in biblioteca sono riusciti a portare avanti lavori sicuramente di qualità.

Con il 2001 e quindi con il numero 57 c'è un ulteriore incremento delle rubriche fisse: nascono "La malattia del mese", "La pianta del mese" e "Il pesce del mese". I pochi numeri che usciranno ancora della rivista restano a cadenza bimestrale, ma siamo ormai vicino alla conclusione (almeno per ora) della storia di "Acquariofilia Contemporanea". Con il numero 60, diffuso nel luglio 2001, cessa la pubblicazione della rivista e si conclude la nostra avventura editoriale, ma non si ferma certo la funzione di aggregazione tra i soci per cui era nato a suo tempo il bollettino. E' la tecnologia che va avanti: un breve periodo di stasi per perfezionare il sito internet (sul piano tecnico sempre gestito da soci, inizialmente da Antonio Alessi, poi da Stefano Perinetti, più recentemente da Alberto D'Ambrosio e Amedeo Pardi) e c'è la nascita del forum, lo sviluppo della posta elettronica e così il bollettino da cartaceo diventa virtuale.

Luciano Di Tizio (da "Sotto il segno dei pesci". I primi 25 anni dell'Associazione Acquariofili Abruzzese. 1982-2007)

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