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Esperienze "low cost" con Skiffia mulctipunctata

Qualche tempo, fa in preda ad una “casalanghite” acuta, peraltro favorita da una piovosa giornata di dicembre, decisi di reagire all’inedia che mi aveva colto, iniziando a mettere un po’ di ordine tra le vecchie cose nel ripostiglio che ogni acquariofilo ha. Sicuramente una sensazione che molti di voi ha provato. Si inizia a guardare nel ripostiglio e si inizia a pensare cose del tipo: questo non ricordavo di averlo in realtà non ricordo nemmeno a che serve lo butto? Ma no può sempre servire… poi ti scordi di averlo e quando serve lo ricompri… Ecco era una di quelle volte… Nella mia esplorazione delle cose dimenticate, mi imbattei in un tubo di silicone “ammezzato” delle lastre di vetro (purtroppo rigate) delle rocce, un vecchio filtrino interno (micron della sicce) delle lampadine a led comprate in qualche negozio cinese semplicemente perché a 6500°K, e altre amenità varie. La lampadina per passare da pantofolaio statico a pantofolaio attivo, si accese in un attimo: proviamo a fare un acquarietto senza comprare nulla, low cost con gli avanzi che ho in casa o quello che trovo tra il casuale e il volutamente cercato, ma rigorosamente a costo zero, unica eccezione i pesci. Quindi poco dopo avevo in cantiere una vaschetta 48x28x30 (40 litri meno gli arredi) da allestire e popolare.

Quasi per gioco misi un post sul nostro gruppo Fb, ponendo un quesito “…ho un dubbio amletico: ritorno al passato con Betta periodicamente con compagna, o un pesce messicano che non ho mai avuto Skiffia multipunctata? Staremo a vedere....”

 

Vasca di pronto soccorso pesci - Un esperimento interessante

Un esperimento interessante

di: Renato Di Loreto

Quasi 15 anni fa ebbi modo, col socio Amedeo Pardi, di costruire una piccola vasca a settori con dei vetri risultanti dall'assemblaggio di due bettiere da otto posti ciascuna: in pratica una mini bettiera da campo.

Lunga una quarantina di centimetri e larga 15 cm, questa vaschetta aveva 5 cm di spazio posteriore libero per contenere solo acqua ed un riscaldatore: in pratica un serbatoio di acqua (riscaldata) per i cambi. Il resto dello spazio interno era suddiviso in 4 settori della larghezza di 10 cm x 10 con un'altezza d'acqua di altrettanti 10 cm. Quindi alcuni centimetri di cornice libera ed un coperchio di vetro smerigliato. Il riscaldamento, come si sarà capito, avveniva per contatto tra l'acqua riscaldata nello spazio retrostante e gli scomparti sul davanti.

 

Il laghetto forato

Il laghetto forato

di: Amedeo Pardi

Un giorno mi accorgo che il livello dell'acqua nel  laghetto si abbassa.

Comincio ad indagare sulle cause che hanno prodotto la perdita dell'acqua andando a ritroso sugli ultimi avvenimenti.

Nella settimana precedente il vento, che in una giornata era stato particolarmente violento, aveva rotto diverse ramificazioni di una pianta di Yucca, facendole cadere sul laghetto. Non avevo dato peso alla cosa perché a prima vista sembrava non aver prodotto danni e perché avevo dato per scontato che lo spessore del feltro delle radici dei papiri e delle ninfee, alto non meno di 15 cm, fosse più che sufficiente per proteggere il telo di gomma. Telo che ormai vecchio di 20 anni avevo già provveduto a rinforzare un paio di anni prima stendendoci sopra un telo di plastica di quelli in uso per la copertura delle serre.

La rapidità dell'abbassamento del livello dell'acqua mi ha portato alla conclusione: i rami hanno prodotto dei danni e in qualche punto deve esserci un foro non trascurabile.

Decido di rimuovere dal laghetto i papiri e le ninfee e di svuotarlo togliendo tutto il contenuto, compresi i pesci rossi e le piante acquatiche.

Come si vede nella foto, l’acqua è al minimo, i pesci rossi si radunano nella pozza residua.

Foto 1 - Come si vede nella foto, l’acqua è al minimo, i pesci rossi si radunano nella pozza residua.

   

I Discus di Roberto Iezzi

-Intervista al socio A.A.A. allevatore di successo di Discus-


1 - Dicci chi è Roberto Iezzi, e raccontaci quando hai iniziato ad allevare Discus?- Fin da quando avevo 5 anni, in casa avevamo un acquario che gestiva mio padre. Lui mi ha trasmesso la passione per tutto il mondo animale. Ho iniziato da ragazzo ad allevare canarini, poi quando mi sono sposato ho comprato un acquario e lì è iniziata la passione per i pesci.

2 -Tra tanti pesci perché i Discus?- Perché volevo allevare un pesce che sapevo “difficile”: è stata una scommessa con me stesso.

L'allevatore

Foto 1 - L'allevatore Roberto Iezzi

3 - Hai avuto precedenti esperienze di allevamento e riproduzione di altri pesci?- Come tutti ho cominciato con pesci facili da riprodurre come i Guppy; poi sono passato direttamente ai Discus e agli Scalari. In un primo momento, per problemi di spazio, ho dovuto lasciare i Discus e continuare con gli Scalari. Appena ho avuto la possibilità di avere un locale esclusivamente per l’allevamento, ho ripreso anche con i Discus. Attualmente allevo unicamente Discus.

 

Reportage ACQUA BEACH un articolo di Cristian Barucca



ACQUA BEACH

IN COLLABORAZIONE CON TARTARUGHE BEACH


Si è tenuta a Cesena, nel suo centro fieristico, il 3-4 Settembre 2011 la 1° edizione dell’Acqua beach organizzata da Acquaportal, in contemporanea con la 10° edizione Tartarughe beach organizzata dai volontari del Tarta Club Italia.

Lo spazio dedicato all’acqua beach è stato di 1500 mq, dove privati ed aziende del settore hanno potuto affittare e montare i propri stand.

Molte marche del settore sono state presenti alla fiera: ForWater, Trans Aquarium Fish in collaborazione con JBL e Newa, Tetra, Aquatic Nature, Sera, Ocean Led ed altre.

   

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