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La recente invasione dei pesci d'acquario nelle acque termali calde italiane

LA RECENTE “INVASIONE” DEI PESCI D’ACQUARIO NELLE ACQUE TERMALI CALDE ITALIANE

THE RECENT “INVASION” OF AQUARIUM FISHES IN ITALIAN HOT THERMAL WATERS

EMILIANO SPADA1,

LUCIANO DI TIZIO2

Fotografo Naturalista, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

Associazione Acquariofili Abruzzese.

Corresponding author: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Keywords: aquarium fish, Italy, thermal waters. Parole chiave: pesci d’acquario, Italia, acque termali.

Riassunto

Dal 2010 è nota la presenza in acque termali italiane, come già in altre nazioni europee, di popolazioni naturalizzate di pesci alloctoni di origine tropicale abitualmente allevati in acquario. Nel presente lavoro si esamina la fauna ittica individuata nei due siti noti tra Toscana meridionale e Lazio settentrionale, tracciandone un censimento aggiornato, e si segnalano due specie ad oggi non indicate negli elenchi dei pesci diffusi in Italia: Poecilia velifera Regan, 1914 e Xiphophorus maculatus Günther 1866.

 

Spinarello2016

OSSERVAZIONI PRELIMINARI SULLA FENOLOGIA DI GASTEROSTEUS ACULEATUS L., 1758 NELLA RISERVA NATURALE REGIONALE “SORGENTI DEL PESCARA” (POPOLI, PE, ABRUZZO) PRELIMINARY OBSERVATIONS ON THE PHENOLOGY OF THREE-SPINED STICKLEBACK IN THE REGIONAL NATURAL RESERVE “SORGENTI DEL PESCARA” (POPOLI, PE, ABRUZZO) LUCIANO DI TIZIO 1,2*, NICOLETTA DI FRANCESCO1,2, PIERA LISA DI FELICE 1,3, ANGELO CAMELI 4 1. Associazione Acquariofili Abruzzese, via Federico Salomone 112, 66100 Chieti. *corresponding author: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 2. WWF Abruzzo, c/o WWF Chieti-Pescara, via Ortona snc, 66100 Chieti; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 3. Riserva Naturale Regionale “Sorgenti del Pescara”, Contrada Capo Pescara, 65026 Popoli (PE); Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 4. Servizio Veterinario, Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche ASL Teramo, Contrada Casalena, 64100 Teramo; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Parole chiave: spinarello, biologia riproduttiva, periodo di incubazione, natura, acquario Keywords: three-spined stickleback, reproductive biology, incubation period, nature, aquarium

Riassunto: Nel presente lavoro vengono presentate osservazioni preliminari sulla fenologia di una popolazione di Gasterosteus aculeatus, effettuate in natura e in acquario. I pesci di tale popolazione sono risultati più piccoli (maschi 4,9 cm; femmine 5,6 cm) rispetto alla statura standard registrata in Italia (circa 8 cm). La riproduzione è avvenuta solo con temperatura dell’acqua stabilmente pari o al di sopra dei 10° C. Sono state complessivamente osservate 8 riproduzioni in natura e 23 in acquario. Nelle riproduzioni in acquario il 69,6% dei maschi (16) ha raccolto le uova di due femmine; il 21,7% (5) quelle di tre femmine; l’8,7% (2 individui giovani) quelle di una sola femmina. L’incubazione è durata in natura tra i 6 e i 14 giorni, in cattività tra 7 e 8 giorni a 23°C. Nelle riproduzioni osservate in natura sono stati stimati tra i 60 e gli 80 avannotti per ciascuna covata. In cattività sono stati ottenuti in media 38,7 avannotti (min. 16, max. 78).

Abstract: In this paper the authors describe the preliminary data collected in nature and in aquarium regarding the phenology of a population of three-spined stickleback. Fish of this population were smaller (males 4.9 cm; females 5.6 cm) than the recorded Italian average size (approximately 8 cm). The reproduction began when water temperature was permanently at 10° C or higher. The authors observed 8 reproductions in nature and 23 in aquarium. 69.6% of males in captivity (16) collected the eggs of two females; 21.7% (5) the eggs of three females; 8.7% (2 juveniles) the eggs of a single female. In nature the incubation period is 6 to 14 days; in captivity is 7 to 8 days at 23° C. The estimated number of wild fry was between 60 and 80 fry per brood. In captivity the estimated average number was 38.7 fry per brood (min. 16, max. 78). Italian Journal of Freshwater Ichthyology, 2016 vol. 3.

Atti XV Congresso Nazionale Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci – Gorizia (GO) 90

Introduzione

Lo spinarello, Gasterosteus aculeatus Linnaeus, 1758, è una specie ad ampia distribuzione circumpolare presente in Nord America, Asia e in quasi tutta l’Europa, con eccezione delle coste artiche (Gandolfi et al., 1991). Per via della notevole variabilità, ne sono state in passato descritte numerose specie, successivamente ridotte in sinonimia o considerate morphae (Bertin, 1925). Kottelat & Freyhof (2007) hanno recentemente proposto uno smembramento in più specie in base al quale le popolazioni italiane andrebbero attribuite a Gasterosteus gymnurus (Cuvier, 1829). Nel presente lavoro si è preferito tuttavia attenersi alla denominazione tradizionale sulla base di quanto sostenuto da Denys et al. (2015) che ritengono Gasterosteus gymnurus non distinguibile né sul piano genetico né per caratteristiche morfologiche da Gasterosteus aculeatus, del quale lo considerano un sinonimo. Eurialino, vive sia in mare lungo le coste che nelle acque salmastre e dolci. È frequente nelle lagune ed è in grado di adattarsi a condizioni ambientali estreme (Tortonese, 1970): in Abruzzo, ad esempio, una popolazione vive nelle acque moderatamente sulfuree di un lago privato adibito alla pesca sportiva (Di Tizio e Di Francesco, oss. pers.). In Italia è confinato in acque dolci o in lagune a bassa salinità (Gandolfi et al., 1991), con una distribuzione discontinua e localizzata, sia in relazione alle particolari esigenze ambientali che a causa di numerose estinzioni locali (Zerunian, 2002). A partire dalle basilari osservazioni etologiche di Nikolaas Timbergen (1953), lo spinarello è stato intensamente studiato sia in laboratorio (ad es.: Wootton, 1973 e 1977; Wootton & Ewans, 1976; Rowland, 1989; Baube, 1997; Bell, 2001 e 2004) che in acquari domestici (ad es.: Minniti, 1954; Rossi, 1972; Natali, 1979; Di Tizio, 1981, 1986, 1991 e 1997; Di Tizio & Di Francesco, 1985; Raldi, 1997). Non esistono invece ad oggi informazioni dettagliate sul ciclo biologico delle popolazioni italiane (Gandolfi et al., 1991). Il presente lavoro si propone di cominciare a ovviare a tale carenza attraverso osservazioni sulla fenologia della popolazione diffusa all’interno della Riserva Naturale Regionale “Sorgenti del Pescara”, nel territorio comunale di Popoli (PE), in Abruzzo, dove la specie è protetta ai sensi della l.r. 50/1993 e ss.mm.ii., confrontate anche con verifiche effettuate in acquario. Materiali e metodi Nella Riserva Naturale Regionale “Sorgenti del Pescara” è stato individuato un transetto costituito da un tratto in disuso di uno dei numerosi canali di irrigazione presenti nell’area protetta. Il tratto prescelto è scavato in terra nuda, lungo 890 cm e largo tra 58 e 64 cm, profondo tra 18 e 31 cm con vegetazione solo sommersa, di semplice osservazione dall'alto. In tale transetto sono state compiute rilievi quotidiani a vista, da inizio marzo a fine luglio, negli anni 2013 e 2014, nelle prime ore del mattino, annotando ogni giorno condizioni meteo, temperatura dell'aria e dell'acqua. Con cadenza settimanale sono stati invece testati pH, durezza carbonatica (KH), durezza totale (GH), nitriti (NO2), nitrati (NO3) dell'acqua con misuratori “Quick Test” ad uso acquariologico, prodotti dalla ditta tedesca Sera. Analoghe misurazioni sono state occasionalmente effettuate in altri siti della Riserva. Le informazioni ottenute sono state confrontate con quelle disponibili nella letteratura citata, e in particolare con le esperienze pregresse di due degli autori relative alle osservazioni fenologiche appositamente raccolte in acquario (vasca cm 120x40x h50; capienza effettiva 216 l) dove sono stati allevati per tre anni individui della medesima popolazione, previa autorizzazione ai sensi della l.r. 50/93 concessa con Decreto del presidente della Giunta regionale Abruzzo n° 704 del 30 dicembre 1998. Si è tenuto inoltre conto dei dati raccolti negli anni dagli autori. Italian Journal of Freshwater Ichthyology, 2016 vol. 3 Atti XV Congresso Nazionale Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci – Gorizia (GO) 91 Risultati Lo spinarello è accreditato di una dimensione standard intorno agli 8 cm di lunghezza (Tortonese, 1970; Ladiges & Vogt, 1986), raramente superiore a 12 (Gandolfi et al., 1991), con un record noto in Italia di 12,5 cm registrato nel Veneto (Pomini, 1937). I maschi sono costantemente più piccoli. Nella popolazione presente nella rete dei canali oggetto del presente studio i maschi sessualmente maturi sono risultati lunghi, coda compresa, in media 4,9 cm (min. 4,6 - max. 5,5), le femmine 5,6 cm (5,2 - 6,4). Gli esemplari che vivono nell’attiguo fiume Pescara sono risultati mediamente più grandi: maschi adulti 6,1 cm (5,7 – 7,0), femmine 6,9 (5,8 – 8,1). I valori biochimici misurati nel canale sono stati sostanzialmente costanti sui seguenti valori: pH 7,6; KH 20°d; KH 16°d; NO2 e NO3 zero. La complessa dinamica riproduttiva della specie ha preso avvio, nei due anni di osservazione e nelle esperienze in acquario, solo quando la temperatura dell’acqua ha raggiunto stabilmente un livello pari o superiore ai 10°C. Nel maggio 2014 è stata anzi osservata in natura la regressione della livrea riproduttiva in un maschio in seguito a un brusco abbassamento della temperatura tra la prima e la seconda decade del mese. Tale dato ha trovato conferma anche in acquario dove uno sperimentale abbassamento a 8°C ha comportato la scomparsa totale del rosso già presente nella livrea dei maschi e un palese rallentamento nella maturazione delle uova evidenziato dal ventre non più in fase di accrescimento delle femmine. In cattività la variazione artificiale di altri parametri non ha invece condizionato la comparsa della livrea di frega nei maschi e delle uova nelle femmine. In particolare l’aumento del fotoperiodo in assenza di una temperatura adeguata non ha dato avvio alla fase riproduttiva e al contrario una riduzione del periodo di illuminazione di due ore/giorno (da 10 a 8 ore con copertura della vasca con un panno nero a simulare notti senza luna) con temperature stabilmente superiori ai 10°C non ha rallentato né la costruzione del nido né la maturazione dei partner. Nessun risultato di rilievo è stato osservato aumentando o diminuendo la disponibilità alimentare. Sono state complessivamente osservate 8 riproduzioni in natura (5 nel 2013, 3 a maggio e 2 a giugno; 3 nel 2014, solo a maggio) e 23 in acquario (in tre anni). Nelle riproduzioni osservate in acquario il 69,6% dei maschi (16) ha raccolto le uova di due femmine; il 21,7% (5) quelle di tre femmine; l’8,7% (2 individui giovani) quelle di una sola femmina. In natura non è stata compiuta la stessa verifica per la impossibilità di dedicare alle osservazioni dirette l’intera giornata e in assenza di supporti audiovisivi che ci si ripromette di impiegare in successivi analoghi studi. L’incubazione è durata in natura tra i 6 e i 14 giorni. In acquario tra 7 e 8 giorni a 23°C. Nelle riproduzioni osservate in natura sono stati stimati tra i 60 e gli 80 avannotti per ciascuna covata. In cattività sono stati ottenuti in media 38,7 avannotti (min. 16, max. 78). Lo sciame dei piccoli si è disperso in media dopo 10 giorni (min. 8, max. 11). I maschi hanno iniziato a costruire un nuovo nido mai prima di 20 giorni dall’abbandono della precedente covata.

Discussione

Il presente lavoro, certamente preliminare, dovrà essere integrato con ulteriori osservazioni anche per acclarare diverse questioni rimaste in sospeso. Nello spinarello è noto ad esempio un comportamento detto dell’usurpatore (ad es.: Fitzgerard, 1993) nel quale un maschio in livrea ordinaria, simile a quella delle femmine, si infila in un nido altrui per fecondare subdolamente tutte o parte delle uova appena deposte. Tale comportamento nelle osservazioni in natura e in cattività di cui qui si riferisce non è mai stato registrato. Né si sono verificati gli episodi di predazione delle uova altrui da parte delle femmine notati dallo stesso Fitzgerard Italian Journal of Freshwater Ichthyology, 2016 vol. 3 Atti XV Congresso Nazionale Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci – Gorizia (GO) 92 (1993) nella popolazione che si riproduce in acqua salmastra a Isle Verte in Canada e interpretati come strategia per favorire il proprio personale successo riproduttivo.

Bibliografia

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Esperienze "low cost" con Skiffia mulctipunctata

Qualche tempo, fa in preda ad una “casalanghite” acuta, peraltro favorita da una piovosa giornata di dicembre, decisi di reagire all’inedia che mi aveva colto, iniziando a mettere un po’ di ordine tra le vecchie cose nel ripostiglio che ogni acquariofilo ha. Sicuramente una sensazione che molti di voi ha provato. Si inizia a guardare nel ripostiglio e si inizia a pensare cose del tipo: questo non ricordavo di averlo in realtà non ricordo nemmeno a che serve lo butto? Ma no può sempre servire… poi ti scordi di averlo e quando serve lo ricompri… Ecco era una di quelle volte… Nella mia esplorazione delle cose dimenticate, mi imbattei in un tubo di silicone “ammezzato” delle lastre di vetro (purtroppo rigate) delle rocce, un vecchio filtrino interno (micron della sicce) delle lampadine a led comprate in qualche negozio cinese semplicemente perché a 6500°K, e altre amenità varie. La lampadina per passare da pantofolaio statico a pantofolaio attivo, si accese in un attimo: proviamo a fare un acquarietto senza comprare nulla, low cost con gli avanzi che ho in casa o quello che trovo tra il casuale e il volutamente cercato, ma rigorosamente a costo zero, unica eccezione i pesci. Quindi poco dopo avevo in cantiere una vaschetta 48x28x30 (40 litri meno gli arredi) da allestire e popolare.

Quasi per gioco misi un post sul nostro gruppo Fb, ponendo un quesito “…ho un dubbio amletico: ritorno al passato con Betta periodicamente con compagna, o un pesce messicano che non ho mai avuto Skiffia multipunctata? Staremo a vedere....”

   

Vasca di pronto soccorso pesci - Un esperimento interessante

Un esperimento interessante

di: Renato Di Loreto

Quasi 15 anni fa ebbi modo, col socio Amedeo Pardi, di costruire una piccola vasca a settori con dei vetri risultanti dall'assemblaggio di due bettiere da otto posti ciascuna: in pratica una mini bettiera da campo.

Lunga una quarantina di centimetri e larga 15 cm, questa vaschetta aveva 5 cm di spazio posteriore libero per contenere solo acqua ed un riscaldatore: in pratica un serbatoio di acqua (riscaldata) per i cambi. Il resto dello spazio interno era suddiviso in 4 settori della larghezza di 10 cm x 10 con un'altezza d'acqua di altrettanti 10 cm. Quindi alcuni centimetri di cornice libera ed un coperchio di vetro smerigliato. Il riscaldamento, come si sarà capito, avveniva per contatto tra l'acqua riscaldata nello spazio retrostante e gli scomparti sul davanti.

 

Il laghetto forato

Il laghetto forato

di: Amedeo Pardi

Un giorno mi accorgo che il livello dell'acqua nel  laghetto si abbassa.

Comincio ad indagare sulle cause che hanno prodotto la perdita dell'acqua andando a ritroso sugli ultimi avvenimenti.

Nella settimana precedente il vento, che in una giornata era stato particolarmente violento, aveva rotto diverse ramificazioni di una pianta di Yucca, facendole cadere sul laghetto. Non avevo dato peso alla cosa perché a prima vista sembrava non aver prodotto danni e perché avevo dato per scontato che lo spessore del feltro delle radici dei papiri e delle ninfee, alto non meno di 15 cm, fosse più che sufficiente per proteggere il telo di gomma. Telo che ormai vecchio di 20 anni avevo già provveduto a rinforzare un paio di anni prima stendendoci sopra un telo di plastica di quelli in uso per la copertura delle serre.

La rapidità dell'abbassamento del livello dell'acqua mi ha portato alla conclusione: i rami hanno prodotto dei danni e in qualche punto deve esserci un foro non trascurabile.

Decido di rimuovere dal laghetto i papiri e le ninfee e di svuotarlo togliendo tutto il contenuto, compresi i pesci rossi e le piante acquatiche.

Come si vede nella foto, l’acqua è al minimo, i pesci rossi si radunano nella pozza residua.

Foto 1 - Come si vede nella foto, l’acqua è al minimo, i pesci rossi si radunano nella pozza residua.

   

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